Territorio Burrata di Andria | Caseificio Olanda

Il territorio

Scopri il territorio di Andria e Casterl Del Monte....

Nel territorio della Murgia nasce il Caseificio Olanda: terra di masserie e trattori, ricco di aromi e profumi, di pascoli verdi e incontaminati di tradizioni e antiche maestrie.

In lontananza la sagoma del Castel del Monte: testimone millenario del tempo che passa e che, in questa terra sembra essersi fermato. Un territorio dove l’arte casearia raggiunge la sua massima espressione mescolando saperi e sapori per dar vita a prodotti di inestimabile qualità.

 

Il territorio di Andria

Andria Panorama

Andria – Panorama

A fondare la città di Andria sarebbe stato l’eroe greco Diomede, ma l’ipotesi non è suffragata da alcuna testimonianza storica.

Le ricerche archeologiche confermano invece che nei pressi di Andria vi era la stazione Rudae, sulla Via Traiana, intorno alla quale sorsero nel medioevo borghi e chiese.

Nel 1046 Pietro il Normanno, Conte di Trani, cinse di mura i casali che erano sparsi nel territorio elevando Andria al rango di civitas. Nel XII secolo la città passò sotto il dominio Svevo.

L’imperatore Federico II la tenne in grande considerazione per la fedeltà dimostratagli in occasione delle ribellioni seguite alla sua scomunica da parte del papa Gregorio IX: nei pressi della città, infatti, sorge la superba costruzione di Castel del Monte e, secondo la tradizione, la cripta della Cattedrale conserva le spoglie mortali delle mogli, Iolanda di Brienne e Isabella di Inghilterra.

Ad Andria nacque il figlio Corrado IV di Svevia, futuro imperatore. Sconfitto Manfredi a Benevento nel 1266, Andria passò agli Angioini divenendo dapprima Contea e, successivamente. Ducato con Francesco I Del Balzo. Il duca Francesco II Del Balzo, nel 1438, in seguito al ritrovamento delle ossa di S. Riccardo, protettore della città, istituì la fiera di aprile che si tiene ancora oggi.

Nel 1507 il Ducato di Andria fu donato da Ferdinando il Cattolico a Consalvo di Cordova come ricompensa dell’appoggio nella lotta contro i Francesi. Nel 1522 Andria, insieme al Castel del Monte, fu acquistata dal Conte di Ruvo Fabrizio Carafa. Il 22 febbraio del 1556, Antonio Carafa, figlio di Fabrizio, ebbe il titolo di Duca di Andria dal re di Spagna Filippo II.

Il 23 marzo 1799 le truppe francesi della Repubblica Partenopea guidate dal generale Broussier e da Ettore Carafa assediarono Andria rimasta fedele ai Borboni e la posero a ferro e fuoco. Dopo la tragica conclusione della rivoluzione napoletana, Re Ferdinando fece giustiziare a Napoli Ettore Carafa. La breve stagione murattiana vide l’abolizione della feudalità e la confisca dei beni ecclesiastici.

Ma Andria restò fedele ai Borboni. In seguito la città seguì l’evolversi delle vicende risorgimentali, del Regno d’Italia e della Repubblica.

 

Castel del Monte: tra Storie e Leggende

La città di Andria è stata sempre particolarmente legata a Federico II tanto da meritarsi l’appellativo di Andria Fidelis.

Ed è proprio in questo contesto che Federico decise di edificare il suo Capolavoro.

Castel Del Monte è un edificio grandioso, polivalente, carico di significati storici che sconfinano nel mito e nell’esoterismo.

Castel del Monte

Castel Del Monte

Un’opera da leggere come un testo, dietro il quale è impossibile non scorgere l’impronta inconfondibile del grande uomo che ne commissionò la costruzione: Federico II di Svevia, “stupor mundi”.

Una figura misteriosa, amata, odiata ma soprattutto rispettata e temuta nel XIII secolo.

Molti indizi rivelano, tuttavia, che Federico non risiedette mai fra quelle mura. Il castello, infatti, venne presumibilmente completato dopo la morte del signore di Hohenstaufen, avvenuta a 56 anni.

Non è un caso, forse, che sommando gli otto lati principali della caratteristica costruzione ai 48 piccoli lati delle torri angolari si ottenga proprio il numero 56: probabilmente un omaggio degli architetti alla memoria di Federico.

Un’altra impronta dell’imperatore è visibile sul portale d’accesso: guardandolo sotto una determinata prospettiva, sul lato sinistro appare una grande F, mentre la scalinata è progettata in modo che chi abbandona il castello non possa mai dare le spalle all’edificio né all’iniziale dell’uomo che guidò la rinascita culturale di quel tempo.

L’imperatore amava le Puglie, che spesso definiva “pupille degli occhi nostri”. Non sorprende, perciò, che il castello destinato a simboleggiare il suo potere e la sua grandezza sorgesse in questa terra, su di un colle che oggi ricade nel comprensorio del comune di Andria.

In pieno Medioevo, epoca definita erroneamente un periodo di superstizione e ignoranza, risplendeva la corte del sapere di Federico II di Svevia. Tra i suoi savi vi era Leonardo Fibonacci, che risolveva i vari giochi matematici propostigli dell’imperatore.

Castel del Monte vuole essere anche un dono al più grande matematico da parte di Federico, che intravide in quel genio del XIII secolo la persona più eletta, l’unica degna di progettare il suo castello, creando una figura geometrica così perfetta; l’unica in grado di realizzare, dopo innumerevoli calcoli matematici, quell’opera così complessa e densa di riferimenti numerologici e allegorici.

Basti pensare alla “testa di Baphomet”, il demone adorato dai cavalieri templari, che fa bella mostra di sé all’interno del castello.